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mercoledì 5 luglio 2017

Estate, pensieri e miraggi: le margherite complementari

Sto cercando, sempre più, di osservare, ascoltare e imparare dalla natura che credo essere la più grande maestra di vita.                                                      
Qualche tempo fa ho scattato questa foto: due margherite, tra i fiori più semplici.
Mi ha colpito quella disposizione: stavano in un grande prato, sole, vicinissime, come inseparabili.
E ho pensato quanto quella posizione sia emblematica di un perfetto rapporto, con quella prossimità che esiste solo quando si riesce a essere complementari.
La margherita a destra trasmette un senso di protezione, come  se assicurasse copertura e sicurezza; quella a sinistra, da parte sua, è come se garantisse il suo pieno sostegno, sta dietro, un po' nell'ombra, ma c'è ed è determinante nell'equilibrio.
Questa coppia di margherite mi ha fatto pensare a come si può reggere la "prima linea" solo quando abbiamo una partecipe e motivata presenza alle spalle e, al contempo, a come stare un passo indietro rispetto a qualcuno non significhi rimanere in secondo piano ma com-partecipare fattivamente con spirito di condivisione.
Nell'epoca in cui siamo spinti a primeggiare, individualmente, sotto le grandi luci della ribalta, provo una grande simpatia e ammirazione per la seconda margherita. Mi fa pensare alle donne di una volta, apparentemente solo sottomesse e in secondo piano ma vera linfa di una struttura relazionale che sta progressivamente scomparendo.

lunedì 22 maggio 2017

Identità improprie


"Noi siamo i francescani di oggi", "noi siamo i francescani di oggi", "noi siamo i francescani di oggi". 

Sono ore ed ore che mi risuona nelle orecchie questa frase, pronunciata sabato da Beppe Grillo durante la marcia del Movimento 5 Stelle da Perugia ad Assisi.

Una terra, l'Umbria, che suscita facilmente entusiasmi, ripensando alla straordinaria figura di Francesco di Assisi. 

domenica 16 aprile 2017

Connessi ma indifferenti

Quanto ha ragione papa Francesco quando parla della "globalizzazione dell'indifferenza".
Premesso che non si tratta di mancanza di rispetto per la scomparsa di Gianni Boncompagni, figura di rilievo nella storia della nostra radio e tv, mi fa un certo effetto (negativo) la successione di numerosi servizi all'interno dei tg su questa notizia e la messa in coda della strage di Aleppo che, seppur avvenuta ieri, ha raggiunto un pesante bilancio: 120 morti tra i quali almeno 68 bambini.

sabato 4 febbraio 2017

La Chiesa delle contrapposizioni

Il manifesto contro papa Francesco, apparso per le strade di Roma, non è a tutela della Chiesa e della dottrina, è piuttosto il gretto gesto di chi ama creare polveroni nascondendosi dietro quella polvere che cerca di sollevare.
Il primo elemento da rimarcare è senza dubbio quello dell'anonimato: gettare il sasso e nascondere la mano non è da persone serie, non è da uomini che vorrebbero dare lezioni di vita e di comportamento ad altri.
Parlare e mostrare quella immagine credo sia giusto, non solo per sfuggire a qualche accusa di censura ma per sottolineare la pochezza di un metodo che è preoccupante, tanto più se verosimilmente riconducibile a cattolici che, magari dietro l'angolo, giurano di amare la Chiesa e pronunciano sermoni sui valori evangelici.

Quando il tipo di sguardo fa la differenza


Il messaggio di papa Francesco per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che sarà celebrata il prossimo 28 maggio, rappresenta una nuova sfida per i giornalisti e, in senso lato, per ogni comunicatore.
Il tema è alquanto impegnativo – “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo” – e lo è in virtù di una combinazione di motivazioni a carattere tecnologico e sociale.