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domenica 16 aprile 2017

Connessi ma indifferenti

Quanto ha ragione papa Francesco quando parla della "globalizzazione dell'indifferenza".
Premesso che non si tratta di mancanza di rispetto per la scomparsa di Gianni Boncompagni, figura di rilievo nella storia della nostra radio e tv, mi fa un certo effetto (negativo) la successione di numerosi servizi all'interno dei tg su questa notizia e la messa in coda della strage di Aleppo che, seppur avvenuta ieri, ha raggiunto un pesante bilancio: 120 morti tra i quali almeno 68 bambini.
Considerato che le informazioni corrono veloci e che, da un punto di vista giornalistico, una è una notizia di ieri, quindi già data e in un certo senso datata, e una di oggi, forse sarebbe necessaria una rieducazione alla sensibilità, per sgonfiare le "bolle di indifferenza" create proprio dall'abitudine alle notizie drammatiche e dalla lontananza, non solo geografica, dal nostro vissuto quotidiano.
Sino a quando vivremo con partecipazione,
emozione e compassione solo gli avvenimenti che avvengono in prossimità del tranquillo scorrere della nostra vita, alimenteremo il più grande paradosso di questa epoca: vivere in una enorme rete globale, in un mondo iperconnesso, attingendone notizie, spendendovi commenti immediati ma lasciando fuori sentimenti e indignazione duraturi.
Quanto, insomma, può fare la differenza per renderci più uomini e fratelli ma meno spettatori.


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