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mercoledì 26 marzo 2014

Io prendo te con un tweet

La notizia è di quelle che fanno sorridere e che inducono a pensare come certe bizzarrie partorite in terra d'America potrebbero attecchire presto anche da noi: esperti di social network pronti a raccontare sui più frequentati ambienti virtuali lo svolgimento di un rito nuziale. La notizia, pubblicata da Vita. it, descrive nel dettaglio questo nuovo servizio messo a disposizione da una catena di hotel di New York: a fronte di tremila euro, esperti in giacca e cravatta pronti a gestire la veste virtuale degli sposi, inserendo foto e video, creando hashtag ad hoc, blog, storyboard con tutti i post, frasi e dettagli del giorno del "sì".


D'altra parte i tempi cambiamo e i vecchi album con i biglietti cartacei degli auguri di parenti e amici hanno sempre più gli anni contati, i futuri sposi sono impegnati in altre faccende ed ecco che arriva l'esperto a sostituire i festeggiati, raccogliendo quell'onda di felicitazioni che sanno muovere i social network, tra amici veri e virtuali.

Semmai quello che fa maggiore impressione è il bisogno, se davvero è avvertito, di condividere in tempo reale il matrimonio. Su questo ci sarebbe da interrogarsi a lungo per capire cosa potrebbe spingere verso questa bizzarra moda. Il punto sta proprio qui: si tratta di una moda, e come tale passeggera, o piuttosto di un bisogno indotto dai nuovi mezzi di comunicazione, forse anche di una dipendenza verso gli stessi?

Ognuno di noi può darsi una risposta dopo essersi interrogato sull'uso che fa dei social, può pensare alle esperienze e considerazioni maturate nella quotidianità per capire quanto e quando si possa fare a meno di questi strumenti e della condivisione di fatti, pensieri ed emozioni.
Non solo, c'è il semplice desiderio di condivisione o, piuttosto, di divenire protagonisti su un terreno che va ben oltre quello della propria vita quotidiana e reale, investendo lo sconfinato mondo virtuale?


È vero che il giorno del matrimonio, nell'immaginario femminile, è spesso fiabesco ma chissà se le protagoniste delle favole - catapultate nell'oggi - affiderebbero quelle emozioni a dei tweet o, piuttosto, saprebbero coltivare un romanticismo per niente interessato ad andare oltre lo sguardo del proprio principe azzurro. 

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