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giovedì 28 maggio 2015

La morte di Corazon e delle regole

Corazon aveva 44 anni. Lascia tre figli.
La rom fermata - si può dire rom o a qualcuno viene mal di pancia? - ha 17 anni. 
Gli altri due "figli di buona donna", a bordo dell'auto investitrice delle nove persone in prossimità della fermata metro "Battistini" a Roma, potrebbero avere addirittura un'età inferiore, ciò significa che non sono perseguibili.
Il Campidoglio pagherà le spese delle esequie della povera filippina. Avremmo bisogno di un governo della città di polso, non che badi solo alle pompe funebri.
Leggo notizie frammentarie, tra il lavoro che preme. Ma è quanto mi basta per capire che ogni volta che accade un fatto del genere è sempre troppo tardi.
Tardi per prevenire, tardi per raddrizzare un Paese che va storto come le strade tortuose di montagna.
Sono tanto amareggiata, anche per una politica che corre dietro ai consensi, che non ci dà sicurezza, che non sa mettere la giustizia nelle condizioni di essere veramente giusta, con l'aggravante di seminare un odio razziale che non esisterebbe se solo imperassero le regole, per tutti.

È tanto lontana da me l'idea di un razzismo per il colore della pelle, per l'accento, per il Paese di provenienza. Chi è razzista "a pelle" è malato di pochezza.
Credo invece che ci troviamo dinanzi a un razzismo indotto dalla mancanza di regole e di giustizia, di fiducia e di speranza.

domenica 17 maggio 2015

La fiducia dei germogli

Guardate questo albero: l'ho incontrato sul mio cammino, sulla montagna versiliese.

Le radici all'aria, abbattuto dal tornado di due mesi fa.

Uno dei tanti alberi sradicati e sbattuti a terra come fili d'erba.

Ma quello che mi ha colpita sono i rami carichi di nuovi germogli.