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martedì 26 giugno 2018

Il messaggio francescano nell'editoria


Il mondo dell’editoria presenta spesso i conti di una crescente situazione di crisi. 
Si dipinge un Paese sempre meno dedito alla lettura e sempre più abituato a preferire i supporti digitali rispetto ai tradizionali prodotti cartacei. 
Dinanzi a questo panorama, che futuro hanno le attuali case editrici? 
Sono destinate a soccombere al cambio dei tempi e delle abitudini o possono mantenere il loro ruolo culturale, magari adeguando le offerte all’attuale realtà? 
Ne abbiamo parlato con fra Raffaele Di Muro, frate minore conventuale, direttore della Cattedra Kolbiana e docente al Seraphicum, che da qualche mese ha assunto la guida della Casa editrice Miscellanea francescana, della Pontificia Facoltà teologica “San Bonaventura”.


L’Editrice Miscellanea francescana nasce oltre 80 anni fa, precisamente nel 1935. Qual è la storia di questa realtà editoriale, con quale scopo nasce e quali ambiti va a coprire?
La storia dell’editrice parla chiaramente della volontà di approfondire tematiche di natura filosoficoteologica e francescana. 
Si tratta dei due grandi filoni nei quali questa casa editrice si è specializzata nel corso degli anni. Essa è stata ed è “palestra” per i docenti della Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura”, che possono, attraverso questo “marchio”, esprimere il frutto delle loro ricerche e degli approfondimenti realizzati nello svolgimento della propria opera accademica. 
Oggi, non di rado, Miscellenea Francescana Editrice pubblica anche contributi di studiosi non legati alla “San Bonaventura”.

Quali sono le punte di eccellenza del patrimonio librario dato alle stampe in questi decenni e quali le opere più significative?
Tra i volumi e collane del nostro catalogo va senz’altro citata la collana sui “Maestri francescani” che propone personaggi e temi storici di spiritualità francescana, la collana di “Cristologia” e l’opera omnia di p. Leone Veuthey che conta una ventina di volumi di filosofia, pedagogia, teologia e spiritualità francescana. A questi si aggiunge un’ampia offerta di testi che offrono anche aggiornamenti e chiavi di lettura attuali su diverse tematiche.

Tra le pubblicazioni della EMF rientra anche l’omonima rivista, nata addirittura dopo la metà dell’Ottocento e da circa ottanta anni strumento ufficiale della Facoltà per la divulgazione scientifica. Qual è la filosofia editoriale che rende questi due strumenti ancora vitali, nonostante la crisi legata alla carta stampata?

La crisi della carta stampata non ha cancellato l’interesse per le aree filosofico-teologica e francescana. Per questo raccomandiamo ai nostri autori la massima qualità: per essere competitivi è necessario richiamare l’interesse degli studiosi, che si aspettano legittimamente molto dalle nostre testate, anche per la nostra lunga e qualificata storia. Oggi abbiamo una buona “nicchia” di lettori che ci consente di andare avanti con dignità e anche con ambizione.

A proposito di questo aspetto: internet, testate on line di informazione, e-book, hanno cambiato radicalmente – peraltro in pochi anni – le abitudini dei lettori. Qual è la mission, quali le strategie oggi di una casa editrice che propone opere cartacee?

Proprio alla luce di questi mutamenti nelle abitudini dei lettori, la qualità della ricerca è il nostro futuro, l’elemento cardine che ci permetterà di essere incisivi e competitivi anche al cospetto dei notevoli cambiamenti nell’editoria. Tradizione e innovazione sono le strade che si aprono dinanzi al nostro cammino: seguire, come detto, la cura e la qualità sempre profuse nei testi proposti e, al contempo, cogliere le nuove opportunità: penso in particolar modo all’introduzione di nuovi prodotti come gli e-book, capaci di soddisfare una parte dei nostri lettori.

Le collane e i volumi stampati e commercializzati, quali indicazioni forniscono sugli interessi, oggi, dei lettori?
Ultimamente i lettori dimostrano di gradire in particolar modo le pubblicazioni che trattano temi francescani. Inoltre, sono accolti con grande interesse gli studi che riguardano tematiche di attualità teologica e quelli dibattuti nei convegni della Facoltà. I lettori mostrano di seguire con grande attenzione l’evoluzione della ricerca teologica formata e proposta dalla “San Bonaventura”. Un’altra sfida che abbiamo intrapreso, è quella di privilegiare un linguaggio più accessibile per raggiungere un maggior numero di lettori. Ciò non vuol dire, però, ridurre in alcun modo il livello qualitativo dei testi.

Qual è, dunque, lo stile con cui la Casa editrice del Seraphicum si rivolge ai propri lettori?
Lo stile dell’Editrice Miscellanea Francescana vuole coniugare profondità della ricerca con un linguaggio accessibile. D’altra parte, la ricchezza della ricerca va trasmessa con modalità comprensibili ed efficaci perché possa essere “gustata” da un ampio pubblico. La pregevolezza dello stile è oggi una richiesta che non possiamo accantonare. Il rigore scientifico va sempre più unito a un modo di esprimersi chiaro e stilisticamente brillante.

Tra i primi provvedimenti che ha adottato, nella veste di nuovo direttore della Casa editrice Miscellanea Francescana, c’è l’adozione di un proprio marchio. Vogliamo descriverne il significato e quanto può aiutare nella immediata identificazione del prodotto editoriale?
Il nuovo logo della facoltà ha un significato squisitamente francescano. La sigla “MF” indica le iniziali del nome della casa editrice Miscellanea francescana. La “M” è ad archi e richiama il chiostro, luogo tipicamente francescano. La “F” è quella di san Francesco che appare nella benedizione a frate Leone. Insomma, un simbolo davvero molto espressivo della nostra storia e spiritualità.



Il mondo francescano vede attive diverse case editrici. Esiste – o potrebbe esistere – una collaborazione che permetta di intercettare, coprire e differenziare le varie richieste di mercato?
 La collaborazione, tra le diverse case editrici del mondo francescano, sarà addirittura vitale. Con l’assottigliarsi degli utenti, proprio alla luce di un generale calo dei lettori, sarà necessario trovare forme di collaborazione che consentano, nelle rispettive autonomie, una sorta di coordinamento, di fronte comune, per rendere sempre più incisivi e “attraenti” i contributi di ogni casa editrice. Un lavoro di collaborazione e interscambio che si presenta importante anche in vista del percorso per la costituzione dell’Università francescana.



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